Insegnaci a contare i nostri giorni e giungeremo alla sapienza del cuore!

COME ELABORARE LE TRANSIZIONI DELLA VITA

MARIO BELOTTI, SMM

Stressante e spiacevole come possa sembrare, noi trascorriamo più del cinquanta percento della nostra vita compiendo dei passaggi. Addirittura, in questa epoca della storia umana, si può dire che lo stato di "transizione" costituisce la norma della vita, mentre la "stabilità" ne è l'eccezione. Guardiamoci un po' intorno. Nella società e nel campo professionale, globalmente come in famiglia, abbiamo sempre a che fare con dei cambiamenti. Per questo motivo, mi pare sia ragionevole familiarizzarci il più possibile con le dinamiche delle transizioni e con lo smarrimento che ne comporta. William Bridges, un autore d'avanguardia su questo tema, sostiene che "ci possono essere tanti cambiamenti nella vita, ma se questi non sono accompagnati dalla riflessione, rischiamo di perderne il significato più profondo" (1). Quindi, accogliere un cambiamento non è sufficiente; per poterne capire il messaggio occorre anche saper entrare nella drammaticità del suo processo.

Il Capitolo Uno di questo libro offre alcuni concetti di base sulle transizioni. Il nostro primo compito è di assegnare loro un nome all'interno di una mappa che descrive un triplice movimento: la fine di qualcosa di significativo, la fase nebulosa di mezzo e l'inizio di qualcosa di nuovo. Il percorso comporta un profondo senso di perdita e di dolore; perciò, è molto raccomandabile che le persone in transizione rimangano in contatto con amici che li sostengono con la loro presenza e che non li lasciano soli.

Il Capitolo Due illustra e descrive le "sette tappe" solitamente attraversate dalle transizioni: lo stordimento, la minimizzazione dell'impatto, la fossa o il pozzo, il distanziarsi dal passato, la prova dei limiti, la ricerca di nuovi significati, l'integrazione della nuova condizione. Ogni fase è illustrata da esempi tratti sia dalle Scritture sia da esperienze contemporanee. Soprattutto, i lettori sono invitati a verificare la pertinenza di ogni fase con le loro storie personali.

Il Capitolo Tre trae spunti dal libro di Richard Rohr, Falling Upward (cadere verso l'alto) e considera più specificamente le dinamiche di transizione della mezza età. Da un lato, espone le caratteristiche delle due metà della vita, che vanno dal costruire un forte "contenitore" o identità allo scoprire il contenuto che il contenitore è destinato a contenere. Da un altro lato il capitolo presenta la mappa dell'orizzonte più promettente della seconda metà della vita. La maggior parte di noi tende a pensare che la seconda metà della vita abbia in gran parte a che fare con l'invecchiare, con i problemi della salute e con il lasciar andare la nostra vita fisica, ma la vera tesi di questo percorso è esattamente l'opposto. Quello che sembra un cadere in basso, in verità può essere vissuto come un "cadere verso l'alto e in avanti", verso un mondo più ampio e più profondo, dove l'anima trova la sua pienezza, è finalmente collegata al tutto e vive all'interno del "Grande Insieme". Anche qui, i lettori, soprattutto quelli che si trovano nella mezza età, sono confrontati con delle domande che li sfidano a superare il rischio del ristagno e ad aprirsi alla grande opportunità della seconda metà della vita che promette un periodo di "grande manifestazione".

Il Capitolo Quattro esamina alcune dimensioni del processo di invecchiamento. I gerontologi ci dicono che ci sono tre fasi di "invecchiamento" nella nostra società. C'è il giovane-vecchio, da sessantacinque a settantaquattro anni; il vecchio-vecchio, da settantacinque per ottantaquattro anni; e il vecchio molto vecchio, da oltre ottantacinque anni. Tutte queste fasi hanno alcune cose in comune e, allo stesso tempo, ognuno di loro affronta questioni specifiche. Contro tutti i pregiudizi, questo ultimo e speciale periodo della vita non è non-vita ma una nuova fase della vita, con il suo scopo e le sue sfide, le sue lotte e sorprese, i suoi problemi e potenziali, dolori e gioie. Il compito o il dono di questo periodo non è semplicemente quello di tollerare l'avvicinarsi della fine del tempo. Piuttosto, è quello di risvegliarci alla vita in modi che non abbiamo mai vissuto prima.

Il Capitolo Cinque offre alcune linee guida per l'elaborazione delle nostre "ombre", che sono in parte le manifestazioni dei nostri "falsi sé", e in parte gli indicatori di quelle "dimensioni dimenticate" del nostro essere che hanno bisogno di essere risvegliate per contribuire più senso e significato alla nostra seconda metà della vita. I passaggi della vita e le crisi intervengono per informarci che c'è molto di più da dare alla nostra storia e che le nostre ombre devono essere "trapassate" al fine di rivelare la verità più piena di noi stessi. Manifestare i nostri segreti ci permette di diventare intimi con il nostro "sé più divino", con la nostra essenza spirituale. Infatti, affermare il cerchio completo della nostra storia è il compito della seconda metà della vita.

Le riflessioni e le dinamiche offerte in questo manualetto possono essere di aiuto non solo alle persone di mezza età e oltre, ma anche a tutti coloro che vogliono elaborare i loro passaggi, transizioni, cambiamenti e ombre, indipendentemente dalla fase della vita che stanno attraversando.


(1) William Bridges, Transizioni: dare senso ai cambiamenti della vita. Addison-Wesley, New York 1980, 7.